Regolare o non regolare?

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Regolare o non regolare?

Messaggio da leggereda Davide Marcomini » 21/08/2012, 11:11

Sarà il caldo e l'afa ma in questi giorni torridi mi vengono strani pensieri che vorrei condividere senza però voler urtare la sensibilità di nessuno, solo per sapere se l'idea che mi sono fatto in merito è o meno corretta.

Mettimo un artigiano installatore eletttrico o di impianti di sicurezza che sono comunque alla stessa stregua per ciò che riguarda la tassazione ovvero in regola con l'Inps e l'Inail e pertanto gravati da determinati costi ma proprio per questo diciamo "abilitati" ad eseguire certi lavori e poi mettiamo un commerciante (senza specificare di che che cosa) che si "inventa" installatore di videosorveglianza e/o di sicurezza in genere, questo soggetto in teoria non paga l'Inail e non è quindi assicurato per la previdenza, ne deduco che non è abilitato come il soggetto precedente.

Come funziona secondo voi, quali rischi corre quest'ultimo e il cliente che magari ignaro gli affida la realizzazione di un impianto?

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Marco Guerrato
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Re: Regolare o non regolare?

Messaggio da leggereda Marco Guerrato » 22/08/2012, 11:35

Ciao Davide,
ma, un commerciante sulla sua visura ci sarà scritto che non è abilitato alla lettera A o B e quindi non autorizzato a realizzare impianti.
Per assurdo uno che NON ha partita iva può eseguire impianti di sicurezza come può emettere fatture false.
E' per questo che i comuni e alcune ditte chiedono il DURC per essere certi di aver a che fare con un soggetto conosciuto dallo stato e in regola con INPS e INAIL.
Il DURC è l'unico strumento che il datore di lavoro ha per sapere qualcosa da chi ha davanti.

Il vero problema invece, almeno per il cliente, è quello che camere di commercio danno la lettera A o B a soggetti che non conoscono neppure l'italiano.
Non che io sia razzista, anzi, ma danno abilitazioni a soggetti che oltre a non conoscere l'italiano non sanno neppure cosa sia un polo positivo e uno negativo.

Per gli artigiani ci dovrebbe essere una sorta di patente, con tanto di esami e abilitazione.

Il malcostume italiano ha creato delle vere e proprie mine vaganti.

Io credo che dato che l'artigiano NON può nuocere come potrebbe nuocere un Ingegnere che progetta un ponte o un palazzo, diano un po' alla leggera queste lettere di abilitazione.
Anche se un artigiano non farà mai crollare un palazzo ma potrà far scoppiare un incendio e bruciarlo.
Quindi l'ingegnere che PROGETTA è grossomodo abilitato alla professione dalla laura e dall'esame di stato, l'artigiano NO.

Ergo per il cliente i può solo FIDARE di chi ha davanti, che poi paghi l'INAIL, l'INPS o le tasse.... bè questo passa in second' ordine.

Federico P.
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Re: Regolare o non regolare?

Messaggio da leggereda Federico P. » 22/08/2012, 15:35

Ci sarebbe tanto da dire, ma ormai credo che ognuno di noi si sia già fatto un'idea sulla situazione e su ciò che potrebbe favorire una maggiore serietà e competenza dei diversi operatori.

Non posso che confermare quanto detto da Marco. Le camere di commercio rilasciano con molta facilità le varie abilitazioni e non esiste nessun altro strumento che permetta di accertare le reali capacità e che le stesse vengano mantenute nel tempo. L'unica possibilità a mio parere per cercare in prima persona di dare una diversa impronta al proprio lavoro è quella di puntare a certificare il proprio sistema e ad acquisire le diverse attestazioni (vedi IMQ) anche se spesso le stesse non sono sinonimo di professionalità e "serietà" aziendale e comportano "notevoli" investimenti. (Valutare eventuali iniziative delle regioni o altri enti rivolte alle aziende per facilitare l'acquisizione delle certificazioni).

Ho da poco letto un articolo, se non sbaglio su Essecome, relativo all'introduzione di un allegato alla CEI 79-3 che riporta una serie di requisiti che le aziende di progettazione e installazione dovrebbero possedere. Si parlava di primo passo verso il riconoscimento della categoria, ma penso che servirà ben altro per dare una scossa positiva alla stessa e colmare tutto ciò che manca.

In ultimo direi che è necessario concentrarsi su quei clienti che non sono stati colpiti dalla crisi o che comunque devono mantenere certi livelli di sicurezza, dove difficilmente un falso professionista riuscirebbe ad operare. Ma, non parliamo di crisi... Io, sarà che abito in una piccola città in confronto ad altri centri, ma camminando per strada vedo sempre le stesse persone, idem nei locali o a bordo di imponenti vetture - imbarcazioni...


Per concludere. Categorie, associazioni, gruppi, etc.?? Forse sotto alcuni aspetti favoriscono l'attività, la formazione e la categoria, ma ognuno di noi pensa quasi sempre a se stesso! : punizione :

Un saluto, Federico.


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